sabato 19 marzo 2005

.::Sulla strada giusta, con qualche morto che si poteva evitare


Nick Brooke affacciato alla "cella vecchia", nel carcere di Dajabón

No, niente incidenti stradali... la strada giusta a cui mi riferisco é quella che sembra aver preso il governo dominicano in tema di prigioni.
Giá da tempo esiste un progetto chiamato Parme (Proyecto de apoyo para la reforma y modernización del estado) che prevede il miglioramento del sistema penitenziario, attualmente allo sfascio.
Non entro nei dettagli solo perché non li conosco (eheh), peró é un dato di fatto che, dopo la tragedia di Higuey, la macchina della riforma ha ripreso a camminare. E, d’altro canto, non poteva non essere cosí: i morti di quel lunedí nero sono saliti a 136 e ben 52 cadaveri non sono nemmeno stati reclamati dalle famiglie. Non sempre si é trattato di cattivi rapporti con i famigliari: molte volte uno finisce in carcere e semplicemente non riesce a comunicarsi con la moglie o la madre... Molte volte si finisce in carcere senza nemmeno essere colpevoli: in Dominicana, quando ci si trova in presenza di una querela penale contro qualcuno, il giudice opta il piú delle volte per il carcere preventivo, e quando sei dentro sei dentro, nella cella comune insieme ad assassini e rubagalline.
In quel rogo erano quasi 100 i reclusi in attesa di giudizio: chissá quando si fará luce sui casi particolari, su ogni povero disgraziato che non doveva essere lí quella notte.
E cosí, in attesa di accertamenti che molti hanno paura di fare, le “autoritá” hanno deciso di venire fin quassú a Dajabón, su quella frontiera che é solo a un passo, ma é piú lungo della gamba: attraversarla, anche solo mentalmente, é cosí difficile... di lei si ricordano solamente quando si sta per toccare il fondo.
L’elicottero presidenziale li ha sbarcati direttamente nel recinto militare della Fortaleza Beller, dentro la quale c’è il carcere civile (!!!). Nell’ordine sono scesi: l’ambasciatore inglese, il direttore della scuola nazionale penitenziaria, il Procuratore generale della Repubblica e l’assessore inglese per la riforma del sistema penitenziario, Nick Brooke (nella foto). Non ci hanno nemmeno provato ad entrare nella cella vecchia: ci hanno solo buttato un occhio, fatto qualche domanda... ma tanto la situazione di quella cella si vede all’istante, é tutta lí, sudicia e brulicante di uomini (tra i quali un pazzo che non perde occasione per abbassarsi i pantaloni, alla faccia del self control inglese).
Nella cella nuova, inaugurata meno di un anno fa, la stuazione é migliore: Brooke finalmente sembra aver convinto gli altri a trasformarla nella cella di detenzione dei carcerati preventivi: una persona che non sia dichiarata colpevole non merita la cella vecchia... e i colpevoli si? Vabbé...
Poi arriva il nostro momento, letteralmente “Arrivano i nostri!”. Per piú di una settimana abbiamo lavorato sul documento da presentare alle autoritá: Solidaridad Fronteriza chiede questo e questo, e poi ancora quest’altra cosa e, se si puó, pure quest’altra. Mezz’ora di colloqui, e quello che ci concedono giá da subito é:
- la liberazione di 6 haitiani che si trovano ancora in carcere perché, dopo aver scontato la pena, non avevano i soldi per pagare la multa accessoria (per una multa di 30 euro, si puó rimanere dentro anche due anni!);
- l’inizio della costruzione di un centro di accoglienza per donne vittime di abusi, considerando l’alta percentuale di casi riscontrata nella zona di frontiera;
- la preparazione di corsi di lingua (creolo haitiano) per i nuovi agenti penitenziari, ai quali Solidaridad Fronteriza ha giá dato corsi di Diritti Umani e di Radici della dignitá umana.
Beh, non molto, considerando che altre cose come la ristrutturazione e pulizia della cella vecchia, la costruzione della biblioteca interna, la costruzione di altri bagni e docce, l’inizio di corsi di formazione professionale vengono sempre promesse e mai mantenute.
Peró stavolta ci accontentiamo, e un pesiero lo facciamo ai 136 morti di Higuey.
Delle volte penso a una cosa, come se la stessi vedendo in un film. Un incidente in macchina: tu hai ragione, lui ha torto. Lui ha le costole rotte perché, ubriaco com’era, non aveva messo le cinture. Lui finisce in ospedale per farsi fare le lastre, ma é mezzo intontito dai tranquillanti e dal rum che si era bevuto prima. La polizia non lo puó interrogare, ma tu sai che hai ragione, e glielo spieghi. Loro ti credono, e nello stesso momento ti mettono in carcere: si chiama arresto preventivo, da queste parti. Due sono le ragioni: la prima é che tu potresti essere il vero colpevole, e fin qui ci siamo. La seconda é che i familiari dell’ubriacone sanno giá, perché LORO lo conoscono (LUI non puó aver fatto una cosa del genere!) e quindi il colpevole sei sicuramente tu. Ora che ci pensi, la polizia ti sta facendo un piacere: tu rimani in cella finché l’altro non esce vivo dall’ospedale e chiarisce la cosa ai parenti, che sennó ti linciano sul posto. É giá capitato, lo sanno tutti. Ma qui non ci siamo piú, perché tu potresti essere ad Higuey questa notte, seduto sulla brandina della cella pensando solo alla macchina che quell’ubriacone ti ha appena sfasciato. Poi inizi a sentire l’odore acre del fumo, ed é l’inizio della fine.

2 commenti:

enrico barasciutti ha detto...

ciao Gianni, grazie della capacità con cui riporti le notizie. capacità che forse non conoscevo fino in fondo. mi piace che descrivi i fatti senza retorica e senza sempre volerci trovare la morale.
forse perché non sempre una morale siamo in grado di trovarla e quindi i fatti contano di più, anche se sono piccoli, come un corso di "diritti umani" a delle guardie carcerarie dall'altra parte del mondo...
davvero assurdo, alla fine cercherò di spiegare il perché.
mi fa quasi sorridere e io stesso vedo un brivido sulla mia pelle leggere che si esulti /giustamente/ perché il sacrificio di 150 vite abbia portato la "civiltà" riconosciuta dei colletti bianchi che via, alla lunga si sono accorte del mondo che guardavano e non vedevano.
150 a 4, questa la risultanza di una macabra partita di mattanza, mentre voi lì a sputare sangue per ottenere una biblioteca, una scopa per pulire, un pennello per rinfrescare...costretti a dover guardare un gabbiano d'acciaio scendere su di voi ed ancora ad avere quasi il senso del... : "grazie, siete stati molto gentili ad accorgervi di noi" o qualcosa di simile a un "non siamo soli".
adesso cerco di spiegare il perché lo trovo così assurdo.
perché oggi, uscendo di casa sono passato di fianco ad almeno tre biblioteche, due centri di lingue, mille e mille studenti.
in questo periodo ho frequentato non ho idea di quanti posti del genere, e tutto mi pare normale e scontato.. e leggere che arrivano in elicottero per nemmeno mettere un piede nella "vera" cella..e che quasi ancora si debba dire "grazie" e non "vergogna! potevate venire prima", caspita, si davvero lo trovo assurdo.
chi sa se poi anch'io magari probabilmente (e non per cospargermi il capo di cenere e cinicamente sbattermene, ma come una riflessione vera), non starei molto bene tra quei colletti bianchi ed anzi avrei anche magari il senso d'aver fatto il massimo delle mie chances... ecco perché dico che mi piace come scrivi, ecco perché scrivo che
la morale dei piccoli fatti è a volte molto più forte dei grandi proclami perché è una quotidiana goccia.. e forse quindi sì, ringraziamo Dio che si sia comunque imboccata la strada giusta e preghiamo perché non vi debbano essere degli tsunami umani perché si continui sul tracciato senza altre perdite, ma non dimentichiamo che è proprio grazie al lavoro tuo e vostro che quel benedetto elicottero è arrivato.

anche perché, chissa', magari l'odore acre del bruciato noi non lo sentiamo, ma un ubriacone di certo per strada lo possiamo incrociare..

buon lavoro G. e grazie per il tuo lavoro.
il mio ed il nostro sarà continuare a diffondere il blog.
*E*

tommaso bisagno ha detto...

Ci sono anch'io.. tua sorella ha abbondantemente pubblicizzato il tuo blog anche quassù nella ahimè padanissima vittorio.. e così posso seguire a distanza & pubblicizzare a mezzo stampa il mio ex vicecaposquadriglia dei Gheppi (forti e astuti!) poi indegnamente sostituito da Cadeddu (che con suo fratello ha rilevato un edicola a serravalle)
Felices Pascuas.
ps ti capita mai lassù di imbatterti nella ong Ucodep? La figlia del presidente è una mia carisssssssima amica...
ciao
tom